Se il buon giorno si vede dal mattino non si può dire che la gita sull’Etna sia cominciata senza problemi, ma lo spirito eroico dei nostri amati capigita ci ha prontamente tolto d’impiccio e regalato una piacevole e divertente escursione in terra di Sicilia.

 

E’ accaduto infatti che al momento dell’imbarco una quindicina di partecipanti venissero schifati dalle addette al check-in in quanto le loro prenotazioni non risultavano confermate. Per nulla intimoriti dall’ipotesi di rimanere a terra i nostri eroi hanno preso d’assalto la biglietteria della Meridiana Air Lines e, non senza tribolazioni, minacce e preghiere, sono riusciti ad aver giustizia e ad imbarcare tutti quanti i presenti.

 

La prima giornata inizia con un giro cultural-culinario per le medievali viuzze di Randazzo, piacevole cittadina etnea. La nostra guida locale, tal Natale da Moio (a proposito, ve lo consigliamo, saprà guidarvi lungo gli itinerari più interessanti con esaustive descrizioni di usi e costumi locali - Natale Giamboi - tel. 333/2982189), illustra con fluida cadenza la storia delle mura e degli antichi fasti dei borghi randazzesi, facendoci concludere la visita verso il mezzodì con degustazioni di dolciumi e prodotti locali. Alcune bottiglie di vino finiscono presto cadaveri e l’umore del gruppo subisce un’improvvisa impennata verso l’euforia.

 

Belli come il sole (che si nega e si concede a tratti) si va nel primo pomeriggio alle gole dell’Alcàntara, non Alcatàra mi raccomando. Dopo una breve escursione si arriva alla spiaggetta dalla quale, una volta dotati di stivaloni a noleggio, si può risalire il corso del fiume dentro alte e suggestive formazioni di roccia lavica, modellate dall’acqua e dal tempo come dalle mani di un ciclope in vena di artistiche configurazioni. La suggestione del luogo è a dire il vero disturbata da vocianti scolaresche ed improbabili casalinghe attempate che rischiano l’immersione totale ad ogni passo, ma lo stesso riusciamo a goderci per qualche momento la pace che regna in quel pertugio. Alcuni tra i più audaci infilano la muta da canyoning e risalgono ulteriormente il percorso che, per i comuni mortali, è ormai troppo profondo.

 

Il pomeriggio finisce con la solita degustazione e la giusta merenda prima che l’autobus ci porti in albergo, situato a ridosso della spiaggia nell’abitato di Giardini Naxos.

 

Ora, i pareri su questa località non sono stati uguali per tutti, ma nessuno se l’è sentita di dire che Giardini Naxos sia un luogo stupendo. Mediando le varie tesi si può affermare che non ha proprio nulla di speciale ad esclusione della bellezza intrinseca del golfo. I locali ed i negozi sul lungomare (quest’ultimo ordinario e monotono) sono di livello medio-basso e la prova a campione di un ristorante ha dato esito negativo. Non si può avere tutto è chiaro, ma con un nome così ci aspettavamo un paesino moooolto più caratteristico…

 

La mattina dopo si parte zaino in spalla per il trekking sull’Etna. L’escursione prevede una traversata del versante nord, senza grossi dislivelli, in quanto la neve ed il pericolo di maltempo non consigliano la salita alla vetta, ovvero al cratere principale. Un vero peccato perché vista da sotto è una tentazione non da poco. Ma l’alternativa si rivela comunque una buona opzione.

 

Iniziamo attraversando la colata del 2002 che tante cronache ha occupato all’epoca. Le sensazioni che si provano attraversando un fiume di lava solida sono varie ed intense. Per prima cosa si capisce come gli antichi facessero nascere le leggende sui giganti e sugli dei che forgiavano il ferro in questi luoghi. Ogni evento naturale era associato un tempo all’azione od al capriccio di qualche personaggio mitologico e l’imponenza sovrumana di questa roccia fattasi enorme torrente incandescente che nasce dalle viscere di una montagna per scendere a valle distruggendo ogni cosa le si ponga di fronte deve essere stata davvero un bello spunto per chi era addetto a formare le leggende ed i miti. Ma oltre a questo le colate laviche riescono a restituire l’impressione di avere fatto un balzo nel tempo ancor più lungo, giungendo all’era in cui la vita sulla terra era relegata alle profondità marine e le terre emerse iniziavano la loro colonizzazione con basalti e graniti e null’altro.

 

Ma l’Etna, da Grande Madre qual’è, regala anche paesaggi inaspettati fatti di folti boschi di frassino e betulla dentro i quali l’escursione è sempre affascinante. La nostra guida è di quelle brave e condisce la camminata con nozioni interessanti sulla natura del luogo e sulla sua storia. Sergio, il capogita, tiene il passo nonostante il crescente dolore alla caviglia, frutto di malanni recenti. Per placare lo spasimo utilizza litri di liquido refrigerante che neanche la panchina del Milan ne ha consumato tanto in tutto il campionato, senza contare le buste di ghiaccio istantaneo che ci costringono a rinunciare al Mojito previsto per il tardo pomeriggio. Ma la sua tempra, lo sappiamo, è di quelle toste ed alla fine non arriva nemmeno tra gli ultimi al solito autobus cha ci aspetta una ventina di chilometri più in là. La sera si rientra a Giardini Naxos.

 

Il giorno appresso il nostro viaggio prevede una visita alla vicina Taormina, dove arriviamo verso le undici di mattina.

 

La cittadina è tutta arroccata sulle pendici del monte Tauro, e gode di un paesaggio che dire mozzafiato è dire poco. La sua storia è piena di dominazioni, vuoi greche, romane, arabe, normanne, aragonesi o, più recentemente, anglosassoni e ciascuno di questi popoli ha lasciato qualcosa quaggiù che la rende unica. La nostra nuova guida si chiama Giusy ed anche stavolta si rivela preziosa e divertente. Non si limita infatti a snocciolare nozioni storiche su questo o quel palazzo o fredde cronache di vicende passate, ma condisce ogni discorso con piccanti “gossip” che vanno dalle mattate di Apollo alle più attuali storie sentimentali di nobili inglesine od omosessuali famosi, tipo Oscar Wilde. La visita al teatro greco, sistemato con cura sul dosso più panoramico, è tutto un susseguirsi di vicende storiche, scelte architettoniche e pettegolezzi da rivista scandalistica.

 

Il tempo non è dei migliori ma qualcuno decide lo stesso di scendere a godersi un minimo di mare nel pomeriggio, mentre altri prendono la corriera per il vicino abitato di Castelmola, dove il piatto forte è rappresentato dal “Bar Turrisi” ormai famoso per le numerose rappresentazioni che espone del più noto tra i simboli di fertilità. A dire il vero si può dire che ogni cosa nei quattro piani che formano il locale è mutua rappresentazione dell’immagine di cui sopra, tanto che alla fine sembra quasi una decorazione del tutto normale, o quasi dai.

 

La sera porta con sé la necessità di tornare alle più familiari terre padane. Il volo di ritorno è una mesta processione verso la quotidianità, ma la soddisfazione di aver passato tre bei giorni in squisita compagnia rimane. Anche stavolta il nostro GEBB ci ha regalato un’ottima occasione di visitare luoghi affascinanti, mischiando natura e cultura con un pizzico di svago per un fine settimana da ricordare. Alla prossima dunque e buone escursioni a tutti.

 

Teofrasto Paracelso.