Presidente: Rolando Perri
Infoline: www.rifugi-omg.org
Telefono Gebb: ____________  (attivo negli orari di apertura della sede)
Indirizzo sede "Tiberio Quecchia": Palazzo Girelli 25013 CARPENEDOLO (BS)
Orario di apertura: il venerdì sera prima delle gite in concomitanza con il Direttivo
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TRAVERSATA DELLA CATENA DEL MONTE BALDO

19 ottobre 2003

Panoramica escursione che percorre l'intero crinale baldense toccando o passando nei pressi di tutte le principali cime. In alcuni passaggi è possibile vedere insieme da una parte il lago di Garda e dall'altra il corso del fiume Adige: un panorama unico e speciale. Il percorso principale unisce Punta Spino (arrivo della funivia da Malcesine) alla Punta Telegrafo ed e' indifferente il verso di marcia (il tempo di percorrenza cambia solo di 15 minuti).

Un po’ di …. curiosità:

Il Monte Baldo è una sagoma amica visibile dappertutto: dal Lago di Garda se ne scorge il ruvido versante occidentale in splendido contrasto con la tranquillità che trasmettono le acque lacustri; da Verona si possono individuare i canaloni che, come bianche venature ne incidono il ripido versante orientale. Dalla pianura mantovana e parmense, invece, in giornate limpide, si riconosce nel Baldo il primo annuncio delle Alpi.

Il suo nome pare derivare dall'omonimo aggettivo celtico ancora oggi usato (seppur raramente) nella lingua italiana e significante "ardito, slanciato, fiero": aggettivi che calzano perfettamente con le sue caratteristiche morfologiche. Un'altra versione vuole invece che il nome derivi dal tedesco "Wald" bosco. A giustificarlo è la ricca fascia boschiva che si incontra fino a circa 1000-1500 metri. 


 

Il mondo naturale del Baldo

Rilievo più occidentale delle Prealpi Venete, il Monte Baldo forma una catena lunga 37 chilometri e larga in media 11. Parallelo alla VaI Lagarina (o VaI d'Adige) e alla fossa tettonica benacese (Lago di Garda), è orientato in direzione NNE-SSO. Affrontiamo proprio la parte forse più suggestiva di questo massiccio, quella che si erge come una muraglia imponente sulle rive del lago con un fianco alto più di duemila metri: qui il Baldo ci offre il suo aspetto più aspro e selvaggio, grazie anche al fatto che in questo versante l'antropizzazione è scarsissima. Il paesaggio è caratterizzato da rocce aguzze e bianchissime.

Le attuali forme del Baldo sono il prodotto di un'attività erosiva molto intensa che ha agito sulle strutture emerse dal mare. Una sorta di "sbucciamento" iniziato nella parte sommitale ha fatto affiorare sulle cime le rocce dolomitiche di base e ha poi creato la ripida scarpata orientale e lo spettacolare motivo delle pale (o mitre o ferri da stiro), forme triangolari di strati verticalizzati comprese tra i canaloni che scendono verso il lago. I circhi glaciali, che si succedono sempre sulla parte sommitale, sono invece il frutto di successive glaciazioni che hanno interessato la regione alpina.

Queste ampie cavità a "truogolo" o a scodella fungevano da bacini alimentatori di piccoli ghiacciai pensili che scendevano dalla parte del lago, riversandosi in basso attraverso piccole valli sospese.

Le vicissitudini glaciali del monte hanno fatto sì che anche dal punto di vista floristico il Baldo presenti caratteristiche del tutto uniche e rare: non a caso era chiamato "Hortus Italiae" (G.B. Olivi) o "lo archetipo dé giardini" (E. Pona). Ancora oggi, del resto, è definito "giardino d'Europa". Visto il considerevole sviluppo in altitudine del massiccio a partire da una quota di pochi metri sul livello del mare, è infatti facile sul Baldo identificare e conoscere le forme vegetazionali connesse alla quota e alle variazioni climatiche ad essa legate. Così, dalla cintura sempre verde del lago costituita dalla tipica vegetazione mediterranea (olivo, vite, leccio e alloro), attraversiamo le fasce di castagno (600/1000 metri), le splendide faggete (1000/1500 metri) e i boschi di abeti (1500/1800 metri) fino ad arrivare agli orizzonti altitudinali della prateria alpina e delle rocce popolate dai mughi. È bellissimo in una sola giornata poter incontrare tutti i tipi di flora, da quella mediterranea a quella alpina, grazie ai micro/ambienti e agli angoli al riparo dal freddo che si sono formati su queste pendici.

 

Percorsi: 

Gita per tutti:

Capogita: Rolando Perri (335/5495011)

Variante impegnativa:

Capogita: Laura Mattei (328/4285951)

 

Raggiunto il paese di Malcesine, sul lago di Garda, tramite la strada gardesana orientale, si utilizza la funivia che conduce sino in cima a Tratto Spino (1780 m slm). Percorrendo il bel crinale si sale alla cima Pozzette (2128 M.), per poi raggiungere Cima Val Finestra ( 2091 M.) e la forcella Valdritta (2107 M.), dove si congiunge il sentiero 5 che porta a Malcesine. Si continua per la mulattiera per raggiungere il rifugio Telegrafo, a tre ore circa dalla partenza.

Si scende poi verso il rifugio Novezzina, seguendo il segnavia 652/657

 

Percorrere il tratto autostradale (A4) Desenzano-Peschiera, per imboccare la statale in direzione Verona. Seguire le indicazioni per Affi. Al termine della tangenziale, dirigersi verso Prada di Monte Baldo e Novezzina.

Dal rifugio Novezzina (1235 m) si segue la SP 3 per circa 1,5 km; in corrispondenza di una curva a gomito, subito dopo un ponticello, si nota, appiccicato sulla parete di roccia, l’indicazione per il rifugio Telegrafo (2100 m slm)[segnavia 657/652].

Durata di questo tratto: ore 1 e mezza circa, abbastanza impegnativo.

Si prosegue per la forcella Valdritta (2107 M.), per poi raggiungere Cima Val Finestra ( 2091 M.), si risale alla cima Pozzette (2128 M.), per scendere infine a Tratto Spino (1780 m slm), dove si trova la funivia per Malcesine.

 Orari di ritrovo:

 -         ore 6.45 presso la sede Gebb a Carpenedolo

oppure

-         ore 7.00 presso il parcheggio Standa a Desenzano